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Serena Maffìa è una
strega. (Alberto Bevilacqua)
Serena Maffìa evita di continuo i luoghi
comuni e raggiunge invece, con sorprendente
rapidità, i recessi della percezione.
(Elena Clementelli)
Oltre ad essere
bella e dolce e intelligente, e quindi odiata da
tutti, Serena Maffìa ha talento. (Luciano
De Crescenzo)
È la personalità di Serena Maffìa a
suggerire alle persone “colte” di non essere
banali o retoriche. (Quintino Di Marco)
Serena Maffìa scrive ciò che vede, dipinge
ciò che sente. (Dario Fo)
Serena Maffìa è una scrittrice jazz.
(Vera Franci Riggio)
Serena Maffìa ha un'energia che cattura,
Serena ha una splendida mente. (Carlo
Lizzani)
Serena Maffìa una freschezza e un'inventiva
notevoli. (Attilio Lolini)
Serena Maffìa genera forfora (Ugo
Magnanti)
Serena Maffìa si serve del caricaturale per
dipingere come basso e inferiore il mondo
morale. (Roberto Mosena)
Serena Maffìa scagiona Eva, sradica alberi,
esorcizza il male. (Plinio Perilli)
"Leggere Serena Maffìa vuol dire "lasciarsi
divertire" anche in quei passaggi, e ce ne sono,
di sofferta discesa negli inferi della psiche.
(Fabio Pierangeli)
Serena Maffìa è strana, giovane e saggia,
tutto nella sua poesia emana una inaspettata
fosforescenza. (Maria Luisa Spaziani)
Serena Maffia è la verità
umana, la trasparenza ritrovata delle cose, dei
sentimenti, dell'angoscia di vivere,
l'autenticità del sentire che incendia - e placa
- la tensione del linguaggio. (Mario
Specchio)
Sono sempre felice di parlare di Serena
Maffìa per due motivi essenziali: per
l'intrinseco valore della sua scrittura
teatrale, per l'esemplarità che i suoi testi
rappresentano in quanto elaborazione di una
drammaturga e regista che si assume il compito
di portare avanti quel rinnovamento
drammaturgico e teatrale che aspettavamo.
(Giorgio Taffon - Università Roma Tre)
La scrittura di Serena Maffia si risolve nel
graffio di una prosa vincente e corsara. Le
strade dei sensi delle sue parole sono lucenti
di una vita sulfurea che si cerca e si desola
sovente per certo perbenismo provinciale: il
linguaggio che sbaracca vieti toni sublimi è
usato sì come arma , ma è anche ferita di un
corpo che ama e soffre per assoluti di carne
che odorano di mare. Lasciando volutamente in
disparte le crisalidi d’inverno del desiderio le
parole volano giocando la notte accesa di
un’inventata terrestre giovinezza. (Paolo Carlucci)
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