archivio e v e n t i

 

 

www.serenamaffia.com

Serena Maffia Claudio Damiani e Davide Rondoni a Napoli
per la Rassegna poetica di Bruno Galluccio
Mercoledì 30 maggio 2012 Libreria centrale Napoli
 
Giovedì 10 maggio 2012
Sede della FUIS, piazza Augusto Imperatore 4, Roma
Incontro con Serena Maffia e Arnaldo Colasanti
a cura di Marzia Spinelli e Roberto Raieli

con la collaborazione della Unione Nazionale Scrittori e Artisti (UNSA)con il patrocinio della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS)con il patrocinio della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE)
 
PEACE FROG THE SHOW
Scritto da Serena Maffia  
Regia Davide Strava
3 - 4 maggio Teatro Studio Uno di Roma

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D'elia, Donatella Barbagallo, Carla Buttarazzi
 
PEACE FROG THE SHOW
Scritto da Serena Maffia  
Regia Davide Strava
domenica 29 aprile Circolo degli Artisti di Roma

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D'elia, Donatella Barbagallo, Carla Buttarazzi
 
PEACE FROG THE SHOW
Scritto da Serena Maffia  
Regia Davide Strava
lunedì 2 aprile Teatro Studio Uno di Roma

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D'elia, Donatella Barbagallo, Carla Buttarazzi
 
PEACE FROG THE SHOW
Scritto da Serena Maffia  
Regia Davide Strava
domenica 1 aprile al PIPER CLUB di Roma    entrata gratuita fino alle 20,30!

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D'elia, Donatella Barbagallo, Carla Buttarazzi
 
martedì 27 marzo 2012 ore 17,30 Biblioteca Vallicelliana, Sala Borromini, Piazza della Chiesa Nuova 18 Roma

Perrone Editore di Roma presenta

ROSSO DA CAMERA a cura di Letizia Leone

Intervengono le autrici Serena Maffia, Tomaso Binga, Jolanda Insana, Dacia Maraini,Cetta Petrollo, Gabriella Sica, Patrizia Valduga







Venerdì 16 marzo 2012 ore 17,00 Piccola Protomoteca in Campidoglio a Roma

Passigli Editori di Firenze
presenta

LE CARTE VOLANO di Serena Maffia

Intervengono: l'On. Dario Nanni, Andrea Gareffi dell'Università Tor Vergata di Roma, Fabio Pierangeli dell'Università Tor Vergata di Roma, il poeta Davide Rondoni, la poetessa Maria Luisa Spaziani

Sarà presente l'autrice
Serena Maffìa al Forte San Gallo di Nettuno
per la 5a edizione di 8 Poetesse per l'8 Marzo a cura di Ugo Magnanti
Sabato 10 marzo ore 17,30 Sala dei Sigilli del Forte San Gallo di Nettuno
(“Donne e Scrittura”: breve intervista su “Peace frog” di Serena Maffia, Lepisma, colloquio con l’autrice condotto da Dona Amati
a seguire lo spettacolo su Jim Morrison tratto dal libro, Regia di Davide Strava, con Alessandro Carbonara, Mariagrazia Toccacieli, Laura Garofoli, Gloria Giacopini.
    
   Alessandro Carbonara: JIM - Laura Garofoli: DIO
martedì 14 febbraio 2012 ore 16,30 - 19,30 Sala del Carroccio in Campidoglio a Roma

Lepisma presenta

“L’amore è femmina” a cura di Serena Maffia
con le autrici: Vincenza Fava, Letizia Leone, Anna Manna, Nina Maroccolo, Monica Martinelli, Cinzia Marulli, Olga Nigro Murolo, Anita Napolitano..., Elena Ribet, Marzia Spinelli.

Introduce l’On. Dario Nanni   Presenta Serena Maffia   Interviene l’Editore Lepisma

Con la partecipazione speciale di Giorgio Linguaglossa, Dante Maffia, Giuseppe Mannino, Luciano Luisi, Maria Luisa Spaziani.

Performance dell’attrice Valeria Zazzaretta
 
PEACE FROG THE SHOW CON LA BAND DAL VIVO
Scritto da Serena Maffia   Regia di Davide Strava
domenica 5 febbraio al PIPER CLUB a Roma    entrata gratuita fino alle 20,30!

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D'elia, Donatella Barbagallo, Carla Buttarazzi
 
Serena Maffia per La poesia e la memoria a cura di Cinzia Marulli
venerdì 27 gennaio 2012 ore 16,30- 20,00
Coordina Cinzia Marulli, Intervengono Manuel Cohen, Dario Nanni

e con la partecipazione di Lucianna Argentino, Leopoldo Attolico, Luca Benassi, Franco Buffoni, Elena Buia Rutt, Maria Grazia Calandrone, Carlo Carabba, Paolo Febbraro, Francesco Dalessandro, Claudio Damiani, Sara Davidovics, Carla De Angelis, Gabriella Gianfelici, Francesco De Girolamo, Fernando Della Posta, Sandro Di Segni, Annamaria Ferramosca, Monica Martinelli, Nina Maroccolo, Salvatore Martino, Vincenzo Mascolo, Chiara Mutti, Anita Napolitano, Davide Nota, Massimo Pacetti, Rita Pacilio, Plinio Perilli, Roberto Piperno, Roberto Raieli, Laura Ranieri, Elena Ribet, Maurizio Rossi, Pietro Secchi, Marzia Spinelli, Alberto Toni.

Palazzo Senatorio, Sala de Carroccio, Piazza del Campidoglio, Roma
 

e v e n t i  2011    
 

Martedì 20 dicembre 2011 dalle ore 17,00 alle 21,00 Galleria IL MARZOCCO di Roma, Via Giulia 11

Presentazione dell'Agenda poetica VANGOGHINA con le poetesse: Serena Maffia, Dona Amati, Iole Chessa Olivares, Fortuna Della Porta, Letizia Leone, Cinzia Marulli, Olga Nigro Murolo

coordinano L'Editore Lepisma e Ugo Magnanti 

Performance dell’attrice Valeria Zazzaretta . Allestimento del set fotografico di Dino Ignani . Performance dell’attrice Donatella Barbagallo

Conduce la serata l’attrice Anna Teresa Eugeni


giovedì 8 dicembre 2011 alle ore 21,00

TPR Teatro Popolare di Ricerca di Padova

PEACE FROG di Serena Maffia . Regia Davide Strava . con Ricky Bizzarro dei Radiofiera

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D’Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella Barbagallo

Ricky Bizzarro
 
 
 Il regista Davide Strava

 mercoledì 7 dicembre 2011 alle ore 21,00

 alLa Lampada di Venezia

 PEACE FROG the show Regia di Davide Strava . Scritto da Serena Maffia

 con Nathalie Rapti Gomez, Diego D’Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella Barbagallo


Diego D'Elia e Nathalie Rapti Gomez (foto di scena Peace frog)

lunedì 28 ottobre 2011 alle ore 21,00

Teatro Lo Spazio di Roma (San Giovanni)

PEACE FROG di Serena Maffia

Regia Davide Strava

con Nathalie Rapti Gomez, Diego D’Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella BarbagalloNathalie Rapti Gomez, Diego D'Elia, Carla Buttarazzi, Donatella Barbagallo

  
                   Nathalie Rapti Gomez, Diego D’Elia, Carla Buttarazzi, Donatella Barbagallo

martedì 15 novembre 2011 alle ore 21,30

incontro con Serena Maffia

al 30 formiche, Via del mandrione 3, (Pigneto) Roma.

Coordina Vanni Schiavoni


Venerdì 14 ottobre 2011 dalle ore 17,00 alle 19,00

EdiLet
presenta

LE PASSIONI DI GINEVRA di Serena Maffia

Coordina
Lina Sergi

Intervengono Antonella Clerici, Marco Onofrio, Giorgio Taffon

Con l'attrice Donatella Barbagallo e la musica di Massimo Gentile

Biblioteca Casanatense Via S. Ignazio 52 Roma




mercoledì 13 aprile 2011 ore 12,00


Aula Sabatino Moscati Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Tor Vergata di Roma



L'associazione Nazionale Le Melegrane per la diffusione della poesia, col Patrocinio della Provincia di Roma, presenta

la poesia di Serena Maffia

Duetto tra versi e critica con il Professor Fabio Pierangeli dell'Università di Tor Vergata di Roma

martedì 12 aprile, ore 17,15.

Palazzo della Provincia, Palazzo Valentini, Sala della Pace, Via IV novembre 119, Roma

Interviene il poeta Ugo Magnanti

Coordina la serata Elena Ribet.



Domenica 27 marzo 2011 ore 17,00

Serena Maffia e Anna Manna a
PIOVONO LIBRI AL MASSIMO

Via Massimiliano Massimo 7 Eur (San Pietro e Paolo) Roma

 
Mercoledì 16 marzo 2011 ore 19,00 Libreria Altroquando Via del Governo Vecchio 80 (Piazza di Pasquino/Piazza Navona), Roma

EdiLet
presenta

LE PASSIONI DI GINEVRA di Serena Maffia

Coordina Plinio Perilli

Intervengono Pier Paolo Di Mino, Paolo Di Paolo, Dalila Novelli, Marco Onofrio,
Fabio Pierangeli, Valentina Piscitelli

con l’attrice Donatella Barbagallo


Una giovane pittrice sposa un ragazzo meridionale ed è costretta a trasferirsi al sud e a vivere relegata nei panni di una casalinga, brava moglie tutta casa e chiesa. La sola amica che le resta è Antonella Clerici che, dallo schermo della tv, giorno dopo giorno diviene la sua unica compagna e consigliera. Il romanzo descrive con ironia la mentalità e il modus vivendi del sud Italia (compresa la piaga della malasanità), e l'inconsueto Sanremo 2010 guidato dalla Clerici, con tra gli altri, Simone Cristicchi e Carla Bruni, Arisa e la Regina Rania di Giordania. L'autrice cita inoltre il dopo Sanremo di Lando Sposini


Il Sindacato Libero Scrittori Italiani
                 presenta

DONNE DI VERSI, DONNE DIVERSE

con Marianna Bucchich, Jole Chessa Olivares, Daniela Fabrizi, Stefania Lubrani, Serena Maffia, Anna Manna, Regina Picozzi, Gabriella Quattrini

Interviene Francesco Mercadante

martedì 15 marzo 2011 ore 16,30 Aula Magna di Palazzo Sora, Corso Vittorio Emanuele II 217, Roma

 8 POETESSE PER L'8 MARZO a cura di Ugo Magnanti

Presenta Dona Amati
Intervengono Marzia Alunni, Vincenza Fava, Annamaria Ferramosca, Rita Florit, Letizia Leone, Serena Maffia, Nina Maroccolo, Stefania Sergi Kotulla,
con la cantautrice Viola Buzzi

martedì 8 marzo ore 18,00 Sala Gatti, Via Macel Gattesco/Via della Rimessa Viterbo


 
Lepisma Editrice
presenta 
A cura di Serena Maffia e Fabio Pierangeli, AMORE AMORE AMORE, versi di Dona Amati, Maria Grazia Calandrone, dal Cantico dei cantici, di Vincenzo Cardarelli, Antonio Celano, Iole Chessa Olivares, Emilio Coco, Fabrizio Dall’Aglio, Emily Dickinson, Thomas Stearns Eliot, Aldo Forbice, Federico Garcìa Lorca, Nazim Hikmet, James Joice, Attila Jòzsef, Letizia Leone, Giorgio Linguaglossa, Luciano Luisi, Dante Maffia, Serena Maffia, Ugo Magnanti, Dacia Maraini, Harry Martinson, Cinzia Marulli, Pablo Neruda, Olga Nigro Murolo, Marco Onofrio, Cesare Pavese, Plinio Perilli, Fabio Pierangeli, Lidia Riviello, Vito Riviello, Daniela Rampa, Saffo, Pedro Salinas, Camillo Sbarbaro, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio
 
Sabato 12 febbraio 2011 ore 18,00 Libreria Rinascita Via Prospero Alpino 48, Roma
 
Coordina Lara Maffia
Presenta Fabio ierangeli dell’Univertità di Tor Vergata
Intervengono Dona Amati, Maria Grazia Calandrone, Antonio Celano, Iole Chessa Olivares, Emilio Coco, Fabrizio Dall’Aglio, Aldo Forbice, Letizia Leone, Giorgio Linguaglossa, Luciano Luisi, Dante Maffia, Serena Maffia, Ugo Magnanti, Dacia Maraini, Cinzia Marulli, Marco Onofrio, Plinio Perilli, Lidia Riviello, Daniela Rampa, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio



  Serena Maffìa DOVE 2011

Domenica 19 dicembre 2010
 Sala Museale dell'Abazia delle Tre Fontane, Eur, Roma

                   Lepisma
                   presenta

             MNEME 2011

Intervengono le autrici Dona Amati, Maria Grazia Calandrone, Iole Chessa Olivares, Maria Teresa Ciammaruconi, Maria Laura Di Domenico, Letizia Leone, Serena Maffia, Nina Maroccolo, Olga Nigro Murolo
Presenta Ugo Magnanti
Coordina Lara Maffia


domenica 5 dicembre · ore19.00
Roma, Palazzo dei Congressi, PiùLibriPiùLIberi (Sala Ametista)

Hacca presenta
ATTORNO A QUESTO MIO CORPO. Ritratti e autoritratti degli scrittori della letteratura italiana”
 a cura di Fabio Pierangeli, Laura Pacelli, Maria Francesca Papi

"Raccontare la letteratura italiana indagando la salute, le patologie, le nevrosi, le mani, gli occhi, le fattezze, il respiro e l’affanno degli scrittori."

Interventi di Paolo Di Paolo, Elio Pecora, Silvia Zoppi

NETTUNO LEGGE IL SUO POEMA ATTRAVERSO LA VOCE DI SERENA MAFFIA, LETIZIA LEONE, PIERO PERILLI...

a cura di Ugo Magnanti

Mercoledì 30 giugno 2010, si terrà a Nettuno la giornata-evento “Nettuno legge il suo poema”, dedicata all’“Alceo” di Antonio Ongaro, poema cinquecentesco ambientato a Nettuno, e qui composto dall’Ongaro nel 1580 presso la corte dei principi Colonna.
Si tratta di una delle più belle favole ‘pescatorie’ della letteratura italiana, al di là dei debiti contratti con l’insuperabile modello pastorale dell’“Aminta” di Torquato Tasso.
La manifestazione prevede, alle ore 18.00, presso la Sala dei Sigilli del Forte Sangallo, la presentazione della recente edizione Lithos-Magnanti dell’“Alceo” (2010), curata da Rocco Paternostro, con la prefazione di Franca Angelini, e un saggio critico di Daniela Quarta. Presenteranno l’opera: il prof. Roberto Mercuri dell’Università “La Sapienza” di Roma, il prof. Mauro Sarnelli dell’Università di Sassari, il prof. Nicola Longo dell’Università “Tor Vergata” di Roma. Sono previste letture dal testo di Luca Pietrosanti e Giorgia Torlone, e interventi musicali con la chitarra del maestro Fausto Ciotti. Inoltre verranno esposte alcune edizioni storiche dell’“Alceo”, tra cui la preziosa cinquencentina, di proprietà dell’Amministrazione Comunale.
Seguirà alle 21.30 un corteo storico composto da lettrici, lettori, figuranti, in costume rinascimentale, che partendo dal Forte Sangallo raggiungerà il Borgo Medievale, penetrandovi dalla porta nord-est, per poi risalire verso Piazza Colonna, lasciando via via, nei punti più suggestivi del Borgo, gli interpreti del poema ongariano: attori, poeti, artisti, musicisti, ecc., che effettueranno contemporaneamente la lettura, di tutte le scene dell’“Alceo”, a stretto contatto con la gente, ripetendola più volte in diversi punti del Borgo nel corso della serata, a partire dalle ore 22.00, attraverso un ‘allestimento’ volto ad assumere i tratti di una cerimonia collettiva che celebra la comunità, al di là di specifiche istanze teatrali.
Partecipano: Bruno Agnelli, Francesco Alvaro, Giorgia Amantini, Dona Amati, Marianna Bellobono, Genny Bramato, Mariaelisa Cianfriglia, Sandra Collauto, Enzo De Rosa, Letizia Dolci, Simona D’Urbano, Alessandro Enderle, Gianni Fasani, Ornella Ferrari Pavesi, Letizia Leone, Fiore Leveque, Umberto Liguori, Sascia Livi,
Serena Maffia, Beatrice Marcucci, Ivana Moser, Cesare Palumbo, Piero Perilli, Luca Pietrosanti, Melissa Regolanti, Maria Raffaele, Alessio Rizzitiello, Salvatore Santucci, Mauro Savino, Roberto Santi, Sonia Topazio, Giorgia Torlone, Lorenzo Trapassi, Simona Tuliozzi.
I costumi indossati dai lettori sono di Leonardo Leonardi (Arte 70).
I costumi dei figuranti che apriranno il Corteo la sera dell’Evento e che si riferiscono al Poeta Antonio Ongaro, a Marcantonio Colonna ed alla moglie Felicia Orsini, a Cesare Borgia e Lucrezia Borgia, sono stati realizzati nell’ambito di uno specifico progetto che prevede la realizzazione di fedeli riproduzioni di abiti rinascimentali indossati da importanti personaggi che hanno fatto la storia della città nel cinquecento. Dopo quasi 430 anni dalla prima rappresentazione al Castello dei Signori Colonnesi, la tormentata, e infine felice, storia d’amore di Alceo e Eurilla risuonerà ancora, sebbene in modo molto diverso, nel cuore della città antica.
L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Città di Nettuno, è a cura di Ugo Magnanti.


UNO SGUARDO SUL MONDO Municipio Roma IX

 Nell'ambito della festa dell'intercultura promossa dal centro di socializzazione, integrazione e supporto scolastico "Linkiostro" - Municipio Roma XI - Ass.to alle Politiche Giovanili e Interculturali - l.285/97, sabato 19 GIUGNO si realizzerà l'evento "Uno Sguardo Sul Mondo" una giornata che conclude il mese di iniziative volte a promuovere occasioni di confronto e di incontro tra "culture", attraverso l'arte, la creatività, lo sport, la musica, il gioco .... Nel corso della manifestazione verranno presentate esperienze culturali promosse dai giovani, dalle associazioni del territorio municipale e cittadino, dai progetti di aggregazione giovanile. Saranno presentate esposizioni fotografiche, mostre, proiezioni; attivati laboratori "aperti"; reading
letterari; danze rom; live musiche etniche e tradizionali. L'evento si realizzerà a Piazza Damiano Sauli (Garbatella) dalle ore 18.00. La partecipazione è gratuita.

 Dalle ore 19,30 alle 20,30 Serena Maffia e l'attore Piero Perilli presentano: METAMORFOSI reading - incontro - intervista con Iole Chessa Olivares, Maria Teresa Ciammaruconi, Simone Ghelli, Alessandro Hellmann, Dante Maffia, Giorgio Linguaglossa, Lara Maffia, Nina Maroccolo, Plinio Perilli. L'evento promosso dall'associazione C.I.E.L.O.Psicosociale www.cielopsicosociale.it


 

 

 PROCESSO A JIM MORRISON di Serena Maffia

 con Luca Mannocci e Giorgia Visani

 Regia di Jacopo Bezzi

 

 14 e 15 maggio, ore 21,00

 Sala Luigi Pintor, Via dello Scalo di San Lorenzo 67, Roma


Serena Maffia al Salone Internazionale del Libro di Torino con TERRA Città del Sole Edizioni

13-17 maggio 2010

 

Antologia di racconti e poesie di Carmine Abate, Giuseppe Aloe, Emmanuele Bianco, Angela Bubba, Corrado Calabrò, Carolina Capria, Rocco Carbone, Mario Fortunato, Vins Gallico, Marco Gigliotti, Serena Maffia, Emanuele Milasi, Rosella Postorino.


Tredici autori, tredici storie che raccontano una Calabria inedita. Brigantaggio, emigrazione, occupazione delle terre, malasanità si intrecciano con la dimensione intima di un sud dalle diverse forme, dalle diverse voci.
"Terra" è una parte d'Italia che decide di offrirsi nuda, mostrando come le proprie origini possano respingere con la stessa forza con cui attraggono.
"Terra" è luogo dell'anima, che costringe i suoi figli a una lacerante altalena tra la sensazione di sradicamento e il desiderio di appartenenza.
La raccolta nasce da un'idea dei giovani autori Marco Gigliotti ed Emanuele Milasi ed è da loro curata, con l'obiettivo di raccogliere scritti di autori calabresi, giovani e affermati, che vivono lontani dalla loro terra. Contiene anche un racconto di Rocco Carbone, recentemente scomparso.



venerdì 7 maggio ore 18,00 Libreria Bibli

 L'Università di Castel Sant'Angelo, L'UNLA, e la libreria Bibli presentano:

 Serena Maffia SVEVA VA VELOCE, Azimut Editore

 Intervengono: Maria Grazia Calandrone, Luisa Di Bagno, Simone Ghelli, Marco Onofrio, Plinio Perilli

 Coordina Lina Lo Giudice Sergi

Recitano Massimo Roberto Beato e Jacopo Bezzi    Al pianoforte Lorenzo Troiani



  
RIVISTANDO:
"Polimnia"  -  "Noidonne"  -  "Linfera"
  
Discussione tra direttori, redattori e collaboratori delle tre riviste

   6 marzo 2010 ore 17,00 Libreria Le Storie, Via Giulio Rocco 37, Roma






   Serena Maffia presenta

   Come rosa recisa a cura di Pietro Secchi

   Au
tori: Chiara Antonelli, Beatrice Borello, Andrea Capobianco, Nicoletta D'Elia, Valentino Eletti, Matteo Gallesi, Elena Sofia Falconieri, Mariana Laghedi, Giulia Leone, Marco Orlando, Federico Ridolfi, Giorgio Silvestri, Cristiano Scorpio,

  
27 febbraio 2010   ore 17,00   Libreria Le Storie Via Giulio Rocco 37   Roma

  




   Serena Maffìa racconta Valeria Floris
  
   ore 18,00   venerdì 26 febbraio 2010

   Galleria Fuori Centro   Via Ercole Bombelli 22   Roma










  SVEVA VA VELOCE di Serena Maffia

  di Antonio Celano

  "Il Quotidiano della Lucania"

 

 



  Serena Maffìa DOVE 2010

 

 

 LUNEDì 16 NOVEMBRE 2009 ore 18,00

 Incontro con Serena Maffia

 Libreria LE STORIE Via Giulio Rocco 37/39 (traversa di Via Ostiense - accanto segreteria Roma Tre) Roma


               Serena Maffìa su "Poesia" di settembre


MARTEDì 30 GIUGNO 2009 dalle18,00 ALLE 20,00

   Paolo Di Paolo presenta

   SVEVA VA VELOCE il romanzo di Serena Maffia

   Leggono Rosario Altavillai, Marianna Antonelli, Eva Martucci, Sibilla Passi, Francesco Pompilio, Fabrizio Stefan


   Immediatamente dopo Giorgio
Taffon presenta

   PROCESSO A JIM MORRISON di Serena Maffia

   Leggono Diego D'elia e la bellissima Francesca Petretto

Libreria LE STORIE Via Giulio Rocco 37/39 (traversa di Via Ostiense - accanto segreteria Roma Tre) Roma


 

    DEBORAH D'AGOSTINO PRESENTA

IL TIRCHIO  scritto e diretto da Serena Maffìa

   CON  Marianna Antonelli, Diego D'Elia, Francesco Pompilio, Carolina Tafuri

   Scene e Grafica  SMt   Costumi  SMt

   Prodotto da I.M.&C.

   Interviene Fabio Pierangeli curatore del volume "Qui e ora", il teatro di Marco Baliani, Serena Maffia, Giuseppe Manfridi, Nina Maroccolo, Edizioni Nuova Cultura

   Mercoledì 24 giugno 2009 ore 18,00   .   CAFFè LETTERARIO   Via Ostiense, 95   Roma

 FOTO di Paolo Quaranta


 IL   FEMME   PRESENTA

   Sveva va veloce di Serena Maffìa

   INTERVENGONO   Elena Amodei, l'attore Rosario Altavilla, l'attrice Marianna Antonelli, il regista Toni D'angelo, l'attore Diego D'elia, l'attore Paolo Macedonio, il regista Carmelo Nicotra, il critico letterario Fabio Pierangeli, l'attore Francesco Pompilio, l'attore Fabrizio Stefan

Martedì 23 giugno 2009 ore 19,30   .   FEMME   Via del Pellegrino / in Campo dei Fiori   Roma

 FOTO di Paolo Quaranta

 

     

 

 

 

 

 

Il Quotidiano Martedì 5 maggio 2009 Idee e Società -NEWS-

Il nuovo libro della Maffìa di Franco Maurella

 

nella foto Luciano De Crescenzo e Serena Maffia

 


   SERENA MAFFIA AL TEATRO DEI SATIRI di Roma

   Poesia e Teatro

   Lunedì 27 aprile 2009 ore 17,30

   Teatro dei Satiri, Via di Grotta Pinta, Roma

 

 


 Zingarella, Lepisma

 (Testi di: Maria Rita Bozzetti, Iole Chessa Olivares, Maria Teresa Ciammaruconi, Elena Clementelli, Mirella Genovese, Serena Maffia, Dacia Maraini,  Elsa Morante, Olga Nigro Murolo, Amelia Rosselli, Maria Luisa Spaziani)

 Coordina Dante Maffia

 Interviene Diana Cavorso

 Legge l'attrice Carolina Tafuri

martedì 27 gennaio ore 18,00 Teatro Vascello Via Carini 78 Roma


       ILARIA VUOLE scritto e diretto da Serena Maffìa

       Con CAROLINA TAFURI

       Scene Paolo Ciacci      Costumi Eleonora Tozzi, Monica Buttari, Daniela Luciani

       Assistente alla Regia Alberto Stocchi

       lunedì 19 gennaio 2008 ore 10,30 Palazzo Cavour, Porta Romana, Firenze

 



  Serena Maffìa DOVE 2008


   FIERA DEL LIBRO

   Eraldo Affinati, Alessio Brandolini, Dario Buzzolan, Massimo Cacciapuoti, Sergio Campailla, Giuseppe Conte, John Corago, Erri De Luca, Rossella Di Stazio, Cristina Felici, Alessandro Hellmann, Giuseppe Lupo, Dante Maffia, Serena Maffia, Danila Marsotto, Salvatore Martino, Evelina Piscione, Franco Romanò, Pietro Spirito, a cura di Fabio Pierangeli, SENZA FERMARSI - Parole dal viaggio, Azimut Editore

   Presentano Fabio Pierangeli, Adriana Merola, Guido Farneti

   lunedì 8 dicembre 2008   ore 15,00

   Sala Turchese, Fiera del Libro, Palazzo delle Esposizioni, Eur, Roma


  "La Mosca di Milano", dicembre 2008

 

 

 

 

   Serena Maffia di Domenico Cipriano


 ILARIA VUOLE scritto e diretto da Serena Maffìa

CON Carolina Tafuri

Scene Paolo Ciacci   Costumi Eleonora Tozzi, Monica Buttari, Daniela Luciani  

Assistente alla Regia Alberto Stocchi

domenica 30 novembre ore 18,00 Aleph, Vicolo del Bologna 72 (Piazza Trilussa) Roma

"...Voglio correre, voglio mangiare chili di gelato, voglio ordinare latte in birreria, voglio saltellare per le strade, giocare a palla nei giardini pubblici, voglio comuovermi.

E voglio innamorarmi di me".

Serena Maffìa


 ILARIA VUOLE scritto e diretto da Serena Maffìa

CON Carolina Tafuri

Scene Paolo Ciacci

Costumi Eleonora Tozzi, Monica Buttari, Daniela Luciani

Assistente alla Regia Alberto Stocchi

mercoledì 12 novembre Università di Tor Vergata ore 17,00

"... Scusi. Scusi ma, alla fine, no tanto per sapere, ma lei perché si è messa con questo, sì, 'sto triste?

Come? ...Ecco vede, come diceva mia nonna, al mondo ci sono tre tipi di uomini: quelli col pisello normale, quelli col pisello grande, e quelli O mio Dio! Lui era un O mio Dio".   Serena Maffìa


   Eraldo Affinati, Alessio Brandolini, Dario Buzzolan, Massimo Cacciapuoti, Sergio Campailla, Giuseppe Conte, John Corago, Erri De Luca, Rossella Di Stazio, Cristina Felici, Alessandro Hellmann, Giuseppe Lupo, Dante Maffia, Serena Maffia, Danila Marsotto, Salvatore Martino, Evelina Piscione, Franco Romanò, Pietro Spirito, a cura di Fabio Pierangeli, SENZA FERMARSI - Parole dal viaggio, Azimut Editore

   Presentano Fabio Pierangeli, Adriana Merola, Guido Farneti

   martedì 11 novembre 2008

   ore 18,30

   Lavatoio contumaciale, Piazza Pierin del Vega, Lungotevere Flaminio, 4, Roma

 


Jardines secretos - Joven Poesìa Italiana, a cura di Emilio Coco, Sial Contrapunto

 


 A SERENA MAFFìA IL PREMIO APPRODI D'AUTORE PER LA POESIA 2008

  Graus Editore e il Comune di Ischia premiano Serena Maffìa per la Poesia

  Sabato 6 settembre 2008 Ischia

 


Serena Maffìa alla Fondazione Peter Russell

Sabato 7 giugno 2008 ore 17,00 Palazzo Cavour, Firenze

 Samir Al Kassir, Franca Alaimo, Sauro Albisani, Giuseppina Amodei, Stefania Bardi, Giovanna Bemporad, Graziella Bindocci, Silvana Bondi, Alma Borgini, Paolo Butti, Paola Camiciottoli, Mariagrazia Carraroli, Loretta Ceccherini Boldi, Iole Chessa Olivares, Elisabetta Coraini, Jacek Cygan, Celeste De Luca, Luisa Del Campana, Lia Ermini Molinari, Lilli Esposito, Vera Franci Riggio, Damiano Frascarelli, Anna Maria Giglio, Giancarlo Guerri, Marisa Iannucci,  Franco Loi, Luciano Luisi, Maurizio Maccabruni, Dante Maffìa, Ester Mastrogiovanni, Clara Nistri, Giuseppe Panetta, Silvia Pecorini, Piera Pistono, Fabrizio Portalupi, Leonello Rabatti, Debora Ricci, Luciano Ricci, Peter Russell, Margara Russotto, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio, Fausto Tuscano, Francesca Tuscano, Anna Ugolini, Uma Koeller, Pino Zicarelli, Florilegio, Poeti, musicisti, pittori, fotografi, attori, registi in un unico volume dedicato a Peter Russell, Lepisma, Roma 2008

 


Serena Maffìa a POETIKA

Presentano Fortuna della Porta ed Elena Ribet

Con l'attrice Sabrina Lilli

5 giugno 2008 ore 18,00

Sala Convegni, Via del Lavoro 61, Ciampino

Banca del Tempo di Ciampino con il Patrocinio della Consulta delle Pari Opportunità

 


Serena Maffìa per ALBERI A CONVEGNO

Regia di Lidia Ferrara

Introduce l'Ambasciatore S.E. Dott. Luca Biolato

Presentano la biologa, saggista, Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana, Ispettrice della Pubblica Istruzione Sandra Perugini Cigni e l'Ex Direttore RAI TV1, Dott. Carlo Fuscagni

Intervengono l'Ambasciatore dell'Estonia, l'Ambasciatore della LItuania, l'Ambasciatore della Lettonia

14 maggio 2008 ore 17,00 Sala Unesco Commissione Italiana, Piazza Firenze

 


Serena Maffìa a Nettuno

 a cura di Ugo Magnanti

 con l'attrice Tania Angelosanto

 giovedì 24 aprile 2008 ore 10,20

 Aula Magna, Scuola Media Statale Visca

 


 Serena Maffìa a Palazzo Firenze

 MERCOLEDì 23 aprile 2008   ore 17,00   Palazzo Firenze, Roma

 Presenta Walter Mauro

 Francesco Agresti, Giuseppina Amodei, Sandrino Aquilani, Alberto Averini, Fernando Bandini, Mina Beer, Ennio Calabria, Corrado Calabrò, Maria Grazia Calandrone, Elisa Caprarella, Maria Clelia Cardona, Niccolò Carosi, Elena Clementelli, Massimiliano Coccia, Marco Della Porta, Cristina Di Massimo, Daniela Fabrizi, Manuela Faella, Michela Felici, Alberto Gianquinto, Annapia Greco, Martina Ippolito, Andrea Iuzzarelli, Stefania Lubrani, Luciano Luisi, Mario Lunetta, Dante Maffìa, Serena Maffia, Anna Manna, Giuseppe Mannino, Alessandra NIna Marocolo, Walter Mauro, Domenicomassimo Miceli, Mauro Milesi, Mario Morcellini, Enzo Maria Notargiacomo, Iole Chessa Olivares, Leda Palma, Elio Pecora, Carlo Pellegrini, Plinio Perilli, Alessandro Riccioni, Stefania Sabrina Rifici, Vera Franci Riggio, Angelo Sagnelli, Bianca Maria Simeoni, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio, Alberto Toni, Andrea Zanzotto, Poeti al Caffè Greco, Lepisma, Roma 2008

 


Serena Maffìa al Palladium di Roma

   20 aprile   ore 19,00

 a cura di Lorena Benatti, Simona Lobefaro, Plinio Perilli

 

 

 


Serena Maffia su "Prove Aperte" aprile 2008

Quintino Di Marco


  LE EDIZIONI NUOVA CULTURA  PRESENTANO

  Serena Maffìa, ILARIA VUOLE Scheletri nascosti-Ilaria vuole, Roma, Nuova Cultura 2008

  Coordina Fabio Pierangeli

  Intervengono Sabino Caronia, Quintino Di Marco, Plinio Perilli

  Legge Tania Angelosanto

  giovedì 17 aprile 2008   ore 21,30   Locanda Hermann, Via dei Sabelli 167, Roma

 


   31 marzo - 2 aprile   ore 22,00

   Serena Maffia a FestArte

   a cura di Lorena Benatti, Simona Lobefaro, Plinio Perilli

   Rialtosantambrogio    Via S.Ambrogio 4   Roma


Serena Maffia a ESTRATTI D'ESSERE

  a cura di Lorena Benatti, Simona Lobefaro e Plinio Perilli

sabato 29 marzo   ore 22,00

Rialtosantambrogio    Via S.Ambrogio 4   Roma


 Serena Maffìa al Caffè Greco

 MERCOLEDì 26 MARZO 2008 ORE 19,30   Caffè Greco Roma

 A cura di Lara Maffìa

 Francesco Agresti, Giuseppina Amodei, Sandrino Aquilani, Alberto Averini, Fernando Bandini, Mina Beer, Ennio Calabria, Corrado Calabrò, Maria Grazia Calandrone, Elisa Caprarella, Maria Clelia Cardona, Niccolò Carosi, Elena Clementelli, Massimiliano Coccia, Marco Della Porta, Cristina Di Massimo, Daniela Fabrizi, Manuela Faella, Michela Felici, Alberto Gianquinto, Annapia Greco, Martina Ippolito, Andrea Iuzzarelli, Stefania Lubrani, Luciano Luisi, Mario Lunetta, Dante Maffìa, Serena Maffia, Anna Manna, Giuseppe Mannino, Alessandra NIna Marocolo, Walter Mauro, Domenicomassimo Miceli, Mauro Milesi, Mario Morcellini, Enzo Maria Notargiacomo, Iole Chessa Olivares, Leda Palma, Elio Pecora, Carlo Pellegrini, Plinio Perilli, Alessandro Riccioni, Stefania Sabrina Rifici, Vera Franci Riggio, Angelo Sagnelli, Bianca Maria Simeoni, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio, Alberto Toni, Andrea Zanzotto, Poeti al Caffè Greco, Lepisma, Roma 2008


SCHELETRI NASCOSTI di Serena Maffìa

CON Tania Angelosanto, Anna Teresa Eugeni, Andrea Lo Giudice

 

REGIA Lina Sergi

Consulenza musicale Massimo Coen

Al violino Antonello Bucca

Scene e Costumi Valentina Troisio

Teatro Petrolini di Roma dal 25 al 30 marzo 2008 ore 21,00


UNIONE LETTORI ITALIANI

      Incontro con Serena Maffia

      Presenta Claudia Pagan

      Martedì 25 marzo 2008 ore 17,30

      Libreria Bibli, Via dei Fienaroli 28


   Col patrocinato della Città di Nettuno, dell’Università Popolare di Roma di Anzio e Nettuno e delle Librerie Misteri di Nettuno


Serena Maffia, Sradicherei l’albero intero, Azimut, Roma 2007

 Domenico Cipriano

Colpisce per l’originalità delle scelte metaforiche la poesia di Serena Maffia, che giunge alla seconda pubblicazione in poesia dopo alcuni lavori per il teatro. In Sradicherei l’albero intero (ed. Azimut, 2007), l’autrice si offre ad una scrittura con un dettato non è severo con se stesso, ma si lascia a delle sbavature con ripetizioni di aggettivi ed una fluidità colloquiale per una volontaria costruzione di uno stile teso al racconto, ma personale nella sua stesura. L’originalità delle immagini che si prestano a presentare la multiforme anima dell’autrice, che è anche una apprezzata pittrice, qui prendono il sopravvento creando una scrittura a tratti straniante, con una tensione visionaria quasi sempre presente. Non a caso Maria Luisa Spaziani scrive nella prefazione: «Nella strana poesia di questa giovane così saggia, tutto emana una inaspettata fosforescenza. Vogliamo azzardare una categoria come il surrealismo? Forse sì se il pesce rosso può essere ubriaco o se il formaggio si mangia il topo». L’uso della personificazione qui viene utilizzata in modo particolare, dove l’azione delle cose stravolge il mondo, scavando nel sogno e rimodellandolo fantasticamente. Gli ambienti in cui si muove l’autrice e la sua poesia si tingono di quotidianità, ma il percorso dell’esperienza personale si appropria degli eventi per ridisegnarli nuovi, spesso intrisi di ironia, per cogliere il lettore di sorpresa. Serena Maffia in nome della passione consuma una sensualità celebrale, ricca di segni, che si sposta poco a poco lungo la pelle per poi entrare nella carne. Qui la poesia cerca di congiungere carnalità ed emozione; l’anima e la carne si cercano, si spiano ed in alcuni versi si fondono: «Io non coglierei la mela/ sradicherei l’albero intero/ e lo inghiottirei/ avara delle radici di Adamo/ complice il mio sospiro». In questo lavoro che raccoglie 56 poesie, facendole scorrere fluidamente, si legge anche il bisogno forte della vita, di sentirla e respirarla, l’autrice si fa aria: «Se mi vuoi, uomo invisibile/ prendi questa donna d’aria/ e conducila tra il bianco delle nuvole/ ed il verde del mare”, e si scuote ai brividi di un ventilatore, se sente che ha bisogno di sentirsi libera, e se ai brividi di un sentimento che non la brucia, ribadisce che non è “fatta d’idrogeno». Ma in questo libro si condensa anche il bisogno di crescere, di staccarsi dalla protezione familiare, dalle braccia forti dalla cui stretta si sente coccolata, ma poi soffocata, è il bisogno di crearsi un’identità che si nutra dell’esperienza del proprio percorso, fatto di dolore e di sconfitte, ma anche di ribellione e vittorie, come la vita di ognuno. Così l’autrice, già ben identificata e libera nel suo ruolo, sa che troverà sempre posto per Raperonzolo, ma di una favola stravolta dove la protagonista sa quando fuggire dalla torre dove è prigioniera.   


Serena Maffia su EVENTI CULTURALI

 a cura di Fabio Pierangeli

 

 <<Presentiamo un'anteprima del volume di Serena Maffìa "Al cospetto della penna" Passigli, introdotto da Attilio Lolini.

Poetessa visionaria e materica, i suoi versi graffiano di spontanea nudità di fronte a tutte le orride convenzioni.>>

   Fabio Pierangeli

 EVENTI CULTURALI n3 marzo 2008


SCHELETRI NASCOSTI di Serena Maffìa   CON Tania Angelosanto, Anna Teresa Eugeni, Andrea Lo Giudice   REGIA Lina Sergi   Teatro Petrolini di Roma dal 24 al 30 marzo 2008 ore 21,00

 

 

Marta ha i suoi scheletri nell’armadio, come tutti, ma ora non riesce più a nasconderli tra i vestiti: si agitano, si fanno sentire, si materializzano. L’unica cosa che resta da fare è uccidere il marito. Ma Marta ama suo marito, e ama sua madre, pur riconoscendola come la minaccia più grande del suo matrinonio. Ci si deve per forza schierare con qualcuno? Madre, marito, chi il più importante? A furia di tirare l’elastico, si spezzerà? Potrebbe darsi che alla fine sia Giacomo a uccidere la suocera?

 Serena Maffia e Franca Rame

  Campidoglio, Roma 2007

Intervista a Serena Maffia di Luca Fortunato

LF: "Scheletri nascosti"?

SM: é il titolo del gioco che hanno fatto molti di noi da bambini: ci si siede attorno ad una bottiglia e la si fa girare. Chi esce deve svelare un segreto.

LF: Ci sveli un tuo segreto?

SM: Sono nata a Castrovillari ma non l'ho mai vista.

LF: Ma è gravissimo, bisognerà organizzare al più presto una spedizione. Chi è che ha segreti nel tuo spettacolo?

SM: Un po' tutti ma, in questo caso si tratta di desideri repressi non di veri e propri segreti.

LF: Tu ne hai?

SM: Desideri repressi o segreti?

LF: Segreti. E desideri repressi.

SM: Certo che ne ho, per chi mi hai presa!?

 



  Serena Maffìa DOVE 2007


La poesia di Serena Maffìa di Lidia Ferrara

 Una frase per Serena Maffia

Se dovessi scegliere una sola frase per Serena Maffia non potrebbe essere una frase giudizio esaustiva valutazione insufficiente e riduttiva a contenere la portata del significato che la sua poesia incarna oggi nel panorama  di quello che gira. Quindi lascio alla emozione che condensa gli effetti di una attesa tanto lunga per me lettore-amante dei linguaggi di senso ed esclamo cantando forte: “Serena finalmente, ti amo” E per non lasciare il “ti amo” così solo a riempire vuoti, cerco di declinare compattandone i motivi nel buon uso delle mie saggezze faticosamente apprese creativamente dispiegate a cogliere il fiore di righe e di parole. Così faccio felice Cinzia Leone che in una sua succosa intervista bolla il “ti amo” e basta come incapace di esistere rappresentando qualcosa se non un vuoto. Parole e righe di parole portano a riconoscere la creatività originalissima di Serena Maffia come riconducibile allo straordinario – nuovo e giovane- funzionamento delle sue capacità di esercitare le facoltà delle Memorie che intervengono in quella che la letteratura descrive come “percezione estetica”. Concedetemi di schizzarne un grafico  che semplifica poi quello che dico.

... Leggi saggio per intero


 

 Librostrano  L'antologia-agenda 2008 della poesia contemporanea

  19 dicembre ore 17,30   Aleph, Vicolo del Bologna 72   Roma

Saranno presenti gli autori: Giuseppina Amodei, Paolo Borzi, Maria Teresa Ciammaruconi, Corrado Calabrò, Iole Chessa Olivares, Aldo Forbice, Stefania Lubrani, Luciano Luisi, Dante Maffìa, Serena Maffìa, Pina Majone Mauro, Maria Grazia Maramotti, Olga Nigro Murolo, Maria Racioppi, Maria Luisa Spaziani, Mario Specchio

 


 

 

"Il Quotidiano di Calabria" Cultura e Società 3 dicembre 2007   Sensofwine, Auditorium Parco della Musica   Il produttore cinematografico Raffaello Saragò, Roberto Ceraudo e Serena Maffìa

 


 PREMIO DONNA E CULTURA 2007 a Serena MAFFìA

 per "Mostropoeta", fra pittura e poesia, Lepisma Edizioni, Roma 2007

 La premiazione avrà luogo nella Sala del Carroccio in Campidoglio a Roma il 27 novembre 2007 alle ore 17,00

 Il Comitato Romano Incremento Attività Cittadine e l’Associazione Culturale Manna per la III Edizione del Premio DONNA E CULTURA presieduto dall’On. Monica Cirinnà Vicepresidente del Consiglio Comunale premierà le donne che si sono distinte per il 2007 nella cultura e nell’impegno sociale e professionale. Il Premio, che  ha il Patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Roma, si impegna per la diffusione di una immagine di donna come risorsa della società civile fondata sul rispetto, sulla comprensione e sulla solidarietà. Individua, personalità femminili che con metodi diversi hanno contribuito all’affermazione dei valori civili di una cultura fondata sull’impegno quotidiano. Le donne premiate per il 2007 sono : Fiorenza Alderighi, Marianna Bucchich, Micol Fontana , Fausta Genziana Le Piane, Serena Maffia, Erminia Manfred, Mila Marini, Giuliana Meneguale, Rita Parsi, Maria Rosaria.


Il senso del cibo di Serena Maffia in "Sradicherei l’albero intero"

 Grazia Furferi

Bernard Shaw diceva che l’amore più sincero è quello per il cibo, forse perché si ama il cibo già conosciuto, sperimentato e selezionato che non lascia spazio ad inganni e tradimenti in quanto già organicamente definito. Quando il cibo si fa poesia il rapporto cambia, non è più oggetto di affezione alimentare ma metafora per sentimenti: è cibo sublimato che nutre evocando memorie. Le citazioni attinenti agli alimenti sono presenti nella poetica di tutti i tempi. Con la loro natura, odore e sapore, essi assumono, in ogni autore, valenze culturali e personali diverse che vanno dai ricordi di rituali familiari a metafore di situazioni emozionali tratte dal tempo e dallo spazio del loro vissuto, come ben ci comunica Moretti nella poesia Angolo d’hortulus tratta da Poesie scritte col lapis:[1] E’ dolce ricordare! Ogni fil d’erba dell’orto mio potrebbe ricordare, ché  molto sa […] O ancora Saba in la Cucina o Gozzano che nella Signorina Felicita riporta gli odori che danno vita  alla cucina o ancora a tutta l’ambientazione scoppiettante di oggetti e visi familiari in La Canzone del girarrosto di Pascoli; per finire agli ortaggi e ai frutti di Neruda in Ode al vino, e altri odi elementari dove l’osservazione estasiata di alimenti semplici, comuni al nutrimento quotidiano, diventa verso poetico che racconta l’avvenuta pacificazione, “l’accordo”, come lo stesso Neruda definisce la naturale interdipendenza tra uomo e natura. Gli esempi in merito al rapporto poeta- cibo, sono tanti e autorevoli. Quello che vogliamo fare qui è osservare come, attraverso questo suo ultimo lavoro Sradicherei l’albero intero, una poetessa giovane, anzi giovanissima per età ma già matura per mestiere poetico, come Serena, usi gli alimenti  per farne  metafora nella sua poesia. Considerare il senso del cibo nella poesia vuol dire entrare in un labirinto, del quale si sa che esiste una via d’uscita ma che, inevitabilmente, i percorsi ti deviano, ti portano a cercare, frugare e menzionare in un infinito incastro di nomi e parole, o meglio versi, da farti perdere, come si dice popolarmente, la via del ritorno. Si corre il rischio di rovesciare, su chi ascolta o legge, menzioni enciclopediche di poeti e del loro senso del cibo. Argomento usato ed abusato già, perfino dai poeti classici per descrivere, educare o deridere un comportamento alimentare; individuando, nel rapporto degli uomini con il cibo, l’interrelazione tra nutrimento e stile di vita: sia esso parsimonioso o generoso, popolare o elegante, gaudente o saggio.

[1] Poesie scritte col lapis (Bari, Palomar, 1992)


 http://it.youtube.com/results?search_query=serena+maffia&search_type=


S r a d i c h e r e i  l’ a l b e r o  i n t e r o

AVANTI Versi&commenti 15/11/2007

La poesia della giovane Serena Maffia, nella raccolta “Sradicherei l’albero intero” (Azimut, 79 pagine, 9,00 euro) colpisce per l’immediatezza e la forza espressiva. L’autrice, che ha già all’attivo varie pubblicazioni e mostre di pittura, dimostra una vocazione naturale, mediata da una lingua semplice, ma non ingenua e da una tecnica esperta.

 Alberto Toni

Niente di casuale nei suoi testi, perché il progetto è ben delineato. Fra riferimenti alla tradizione e una voglia di innovazione, tutta dentro le esplosioni di una crescita misurata passo passo, questa poesia recupera la metafora nel mondo magico dell’apologo, tra animali e fantasmi dell’infanzia. Una fame “di nuvole chiare” sottintende ogni gesto, ogni possibile movimento per “vivere felicemente”. Serena Maffia si muove in un ambito che per certi versi richiama da un lato Scotellaro, con più sentimento però e dall’altro Vivian Lamarque, ma senza intellettualismi. Ecco allora “in una tarantola di blu” farsi spazio, tra i sogni e una corporalità ancora da scoprire, le immagini di un vissuto che si apre con leggerezza, ma anche con qualche ansia, al futuro: “Mi dondolo nel letto / al ritmo di tenda jazz / mi sento una chitarra scordata”.

 


 

 

 

 

L  A   S  C  R  I  T  T  R  I  C  E   E   L'  A  T  T  R  I  C  E   A   C  O  N  F  R  O  N  T  O

SERENA MAFFIA

ELISABETTA CORAINI

"Sdradicherei l'albero intero": quale albero?

SM: Non certamente quello del peccato, come a molti piace credere. Sradicherei l’albero della calunnia. Se Dio ci ha creato curiosi, che questa sete di conoscenza non si plachi con un succo di frutta clericale. EC: L’Albero con la “a” maiuscola, inteso come fonte di vita e di morte, di conoscenza e perdizione, del bene e del male. E ripianterei nel mio giardino l’albero del peccato.

Quanta forza hai?

SM: Tanta. Ma spesso qualcuno mi sfiora il tallone ed io stramazzo al suolo. Dipende dalla quantità di cattiveria: se è lieve, cado in terra stecchita; se è tanta, non è indirizzata a me ma al mondo.

EC: Una forza anche a me sconosciuta, che in alcuni momenti può apparire affievolita, ma che alla fine si rivela sorprendentemente infinita

Come ti tieni in forma per sradicare gli alberi?

SM: Poesia e gelato, gelato e poesia. Ma la leggo.

EC: Cerco in tutti i modi di assecondare la mia sete di conoscenza e di esperienze. E la fame dei miei muscoli a tavola e in palestra.

Sei più Braccio di Ferro o Bruto?

SM: Per forza di cose Braccio di ferro.

EC: Fondamentalmente Braccio di Ferro, ma in momenti di stupida presunzione mi riconosco nel personaggio di Bruto, che alza la voce, fa il gradasso e poi si prende un sacco di cazzotti.

Tanti volti: quale donna?

SM: “La donna del mare” di Ibsen.

EC: Tanti volti… tante donne!

A chi regaleresti “la campana di vetro” (poesia: Il regalo [LEGGI])?

SM: Al mio uomo. In quanto mio. Altrimenti si chiamerebbe l'altrui uomo, no?

EC: Seguendo il fuoco della passione animale la regalerei all’uomo che amo. Ma poi, usando l’intelletto, capirei che quella campana rappresenterebbe solo una prigione, per lui e per me. Perché regalargliela? Per “vedermi con le mani alle sbarre della prigione che è in me?”

S u  S e r e n a  M a f f ì a

 Luigi Celi

"Sradicherei l'albero intero", edito da Lepisma di Roma, è silloge di poesia lirica e antilirica in una spirale di continui rimandi alle relazioni sociali che l'autrice investe con forte carica libidica. Serena Maffia, accorpa vissuti quotidiani, speranze/aspettative, ricordi e rimpianti, rapide emozioni e sentimenti duraturi. Nel continuo rinvio alle esperienze legate agli innamoramenti e alle disillusioni, ci regala un testo di trasparente e toccante sincerità, gioioso e amaro, tenero e pungente. L'amore è ricerca di una figura maschile capace di far ardere il cuore, la mente, l'esistenza e che sia insieme affidabile e convincente. Questo mondo della vita, prossimo e insieme lontano, perché archetipico, è esperito e poeticamente trasfigurato nei flussi dell'urgenza del distacco dalla famiglia e della sia pure discreta richiesta di continua vicinanza e protezione: "lasciatemi vivere/ Ma non lasciatemi sola" (pag. 41). La lotta per individuarsi è lunga, a volte dura tutta la vita, ma in gioventù è avvertita con maggiore impellenza e drammatica conflittualità parentale e sociale: "La mia forza è nelle mie mani?/ Quali mani? Queste sono le mani di mio padre./ Le stesse con le quali/ lui mi stringe forte il collo/ non respiro./ La forza è nel mio cuore?/ Il cuore di mia madre/ lo stesso che non mi fa camminare/ senza le briciole di Pollicino./ La mia forza è nel mio dolore." (pag 23). Serena vuole essere vista, percepita, riconosciuta - "il signore con l'abito bigio mi guarda pensoso/ ma non mi vede" (pag. 55) - si divincola nella stretta dell'essere e del non essere. Il verso stride e taglia, colpisce e frantuma, l'anima si fa corpo, il corpo si fa anima ed eros e - seppure in dissidio - i tre già divisi pretendono di con-sistere. Il suo viaggio slitta nel sogno d'utopia - "sento che il treno mi porterà lontano/ per luoghi immaginari/ tracciati sulla carta dell'isola che non c'è" (pag.31). L'isola è luogo/non luogo della proiezione fantasmatica e del possibile emotivo. Sul piano del possibile il gioco a volte si fa duro, l'estroversione volutamente provocatoria, ha valore erotico liquido e sfrontato: "Il cactus assomiglia a Dio/ così serio, immobile.../ austero/ (se non puoi toccarlo/ non lo guardi nemmeno)/ così sacro nella sua aura di spine./ E non ditemi che sono blasfema: Dio è in tutte le cose" (pag. 72). Senza condividere la tesi dello psicoanalista W. Reich del "Cristo/genitale" esiste almeno una propensione a pensare sulla base della dottrina del "pleroma" che Dio sia in tutte le cose, e se dal Nuovo Testamento vien fuori che"Dio è amore", come anche la mistica insegna, l'amore di agape non può essere del tutto separato dall'amore erotico e dalle simbologie paniche. In un Vangelo apocrifo si legge che Gesù disse: "Io sono la luce che sovrasta ogni cosa. Io sono il tutto. Il tutto uscì da me e il tutto giunge fino a me. Spaccate il legno e io sono lì dentro. Alzate la pietra e lì mi troverete". Tenerissima e indifesa, Serena sa metaforicamente smaterializzare i vivi e risuscitare i morti, personaggi di un teatro delle ombre più che dell'assurdo; tali mi appaiono i suoi corteggiati/corteggiatori, che entrano in scena, prendono corpo, recitano la loro parte, poi svaniscono. Servono a Serena per guardarsi allo specchio. Non per morire - però - come Narciso, ma per vivere, scrivere bene, e soprattutto sopravvivere. I testi sortiscono effetti di sbilanciamento nel lettore, lo fanno precipitare sul vischioso di storie d'un mondo mai pacificato, carnalmente problematico. Serpentine di metafore - "padiglioni auricolari della lingua" ["Manifesto della nuova poesia metafisica", (chiedete a Giorgio Linguaglossa)]-, arcobaleni d'immagini sanno di pittura: la (sua) poesia è come il cielo "una battaglia di spatolate blu" (pag. 32)... ma "il rosso comincia a formicolarmi nei polsi" (ivi). Come l'amore, i sogni e i versi ora schiariscono ora intorbidano le forme, le rendono lucidamente incongrue rispetto alla linearità di un codice di consuetudinarietà, un treno quasi vuoto dove tutti viaggiano stipati in una sola carrozza di seconda (pag. 30). Per altro, chi viaggia, chi naviga verso i lidi nascosti delle oltranze d'amore e perciò del conflitto con se stessi, con i propri parenti, con i propri amanti e con il mondo, è come un'anima antica, un visitatore che proviene da altri mondi e non trova nulla che possa colmare il suo vuoto: "Come si fa a capire che il nulla dilaga?" (pag. 41). Il mondo esterno ora impaurisce e affascina. Non è più il mondo dell'infanzia che protegge e rassicura e a cui bisogna comunque sempre tendere per ritrovare pace e sicurezza: - "<<Abbracciami mamma >> le chiedevo in silenzio.../<< Abbracciami mamma>> le domandava il cuore/....Ora abbracciava me forte/ e tornavo bambina al suo seno/ fra l'odore di pino e lo iodio d'inverno./ Ero nata di nuovo" (pag. 79). Serena dipinge situazioni e fa ritratti non solo con i pennelli ma con le parole e con tutta se stessa; vuole afferrare i presagi dei volti - "mi perdo/ nei nefasti presagi del tuo volto"/- ma i sentimenti dell'amato sono medusei: "Sono vittima del tuo sorriso/ che dipingo sulle tue labbra rosse/ con questo pennello spelato di magenta/ quando il troppo verde dei tuoi occhi trabocca/ e mi sporca la guancia"/.."(pag. 57). Sa essere lieve e alata come Shagall, rarefatta e astratta, ossimoricamente contraddittoria, come quel Mondrian, che lei cita con riferimento ad una di lui famosa opera e in implicito riecheggiamento del titolo, nonché del primo testo poetico di questa raccolta, in cui viene evocato l'albero dell'Eden. Albero che prometeicamente avrebbe ingoiato per amore, se avesse potuto. Si tratta di un insopprimibile impulso fagico di totalità ("Io non coglierei la mela/ sradicherei l'albero intero/ e lo inghiottirei" ), e l'albero è l'axis mundi intorno a cui ruota il destino e il Senso. A volte il desiderio si contorce e ripiega su se stesso in narcisismo autoerotico ("innamoraR/mi: di me"), poi si distende verso l'altro:- è "per amare anche te" -... un amore che sa di ulivo, come la sua terra, e di sorgenti d'olio, come il suo corpo (pag. 43). L'uso in maiuscolo di alcune sillabe serve a rafforzare i fonemi, rivela l'attenzione teatrale della poeta alla sonorità. La sua poesia, oltre che essere visionariamente panica, è tale perché in essa si odono gli echi della lira d'Orfeo, personaggio panico per antonomasia: "gli alberi eseguiranno Beethoven, i grilli intoneranno una canzone" (pag. 29). Serena sa anche essere scrittrice avvertita della contemporaneità, per tonalità ritmi cadenze e per alcuni sintagmi ha linguaggio che può collegarsi a quello dei cantautori, cantastorie dei sentimenti popolari, quelli soprattutto dell'eterno conflitto amoroso che si dipana tra illusione e disillusione. Altre volte utilizza versi alati, sintagmi alti, così da far pensare a possibili sue ascendenze letterarie nel decadentismo di Pascoli e di D'Annunzio; ci sono anche echi di Quasimodo, Montale, Gatto; senz'altro ha metabolizzato Palazzeschi. A volte libera suggestioni naturalistiche: - "Il vento contento ha spazzato le rondini in volo/... Il vetro è gonfio di salsedine/ la brezza prepotente/ invade la stanza/ sfrangia i capelli altalena/ fischiano i nespoli/ è già sera" (pag. 40), pur non essendo Serena un poeta naturalistico, anzi tutt'altro. Scrive della "goccia di gioia che cade ad ogni morso di ciliegia sulla guancia secca dell'albero stanco"(pag. 31)... Viene catturata nei vortici dei linguaggi ricchi di carica analogica, dalle "pecorelle di nuvole che belano la propria dignità" (pag. 55)..."Le colline verdeggianti/ mi sveleranno il sole/ che tuorlo al tegamino, mi invita al sapore del pane;/ ho fame di nuvole chiare/ qualcuno mi scuote/ nascondo i capezzoli con petali di rose" (pag. 31). Se qui e altrove Serena è poeta lirico, altre volte, anche nello stesso testo, dà voce ai linguaggi volutamente bassi del quotidiano, del piccolo, dell'apparentemente insignificante, perfino alla cronaca diaristica: - "il controllore ammonisce che non è la mia carrozza/ e incita a spostarmi. Mi volto: il vagone e vuoto... controllo il biglietto/ il mio posto è occupato/ e non voglio disturbare. Mi volto, mischio lo sguardo/ un'unica sedia vuota è il mio giaciglio...." (pag. 32). Come in Gozzano e in Montale l'aulico cozza con il prosastico, la scrittura diviene articolata, oscillante. Certo, su questo versante è difficile muoversi senza rischiare, si può perdere tono, ma la Maffia dimostra di avere coraggio, perciò si avvia su per l'erta, convinta di poterla superare. Quindi, affermiamo che in lei il gioco pittorico del mélange divenuto stilema poetico, agisce in commistione di registri lirici e di registri espressivi più colloquiali, prosaici. La funzione affabulatrice rinvia a Fedro, ad Esopo. Attive sono le allegorie della favola, dell'apologo nell'intreccio di riferimenti alle passioni, ai vizi e alle virtù, attraverso la ben nota antropomorfizzazione dell'animale, in un bestiario ampio, gremito: il leone, la leonessa, le rondini, il gatto, la lepre, l'ape. Suggestivo e graffiante l'apologo di pag.52 "La volpe e l'anfora". L'esito gnomico dei versi conclusivi si carica di una valenza sociale e politica, non esacerbatamente femminista. Ci sono le lucide ragioni del realismo magico e del pessimismo sublimato; mancano per fortuna le esasperazioni ideologiche dell'antagonismo dommatico. Uno degli ultimi testi (pag. 90) è un inno alla poesia, dedicato a Dante Maffia, che "corre dietro alle farfalle bianche" e al compianto Caramella "che agita il bastone tra le sedie e l'aria/ dipingendo abeti sullo sfondo".

Roma 09-11- 2007


 

   Serena Maffia chiude la raccolta della Newton Compton

                        A cura di Luciano Luisi

                     A mio padre

             Newton Compton Editori, Roma 2007

 


 Serena Maffìa, Sradicherei l’albero intero, Roma, Azimut, 2007, pp. 79, euro 9,00

Francesco Lioce

 Il capriccio e la saggezza, di cui, non a caso, parla Maria Luisa Spaziani nell’introduzione, caratterizzano la seconda edizione di Sradicherei l’albero intero, raccolta considerevole per dimensioni numeriche (cinquantasei testi) e multiforme per istanze stilistiche e motivi tematici. Di fronte a un’autrice così giovane e così sapiente, è doveroso chiedersi a quali autori si può ricondurre la sua scrittura. Fermo restando, che si tratta, in senso etimologico, di una voce originale – cioè vicina al punto di partenza –, alcune delle movenze più intrinseche alla versificazione rievocano autori della poesia spagnola contemporanea, su tutti Rafael Alberti e Federico García Lorca. Tuttavia, quello che più colpisce è il tornare di certa icasticità del Quasimodo migliore, quello, per intenderci, rimasto fedele, lungo tutto l’arco della propria opera, ai contrassegni formali di uno stile capace di prescindere dalle fasi stesse della propria esperienza linguistica. Restando sempre nel contesto italiano, non si potrebbe non pensare alla poesia di Alfonso Gatto, almeno per tre peculiarità che una lettura attenta della Maffìa fa immediatamente percepire: una letterarietà volutamente ridotta, una vena coloristica intensa, una fantasia spiazzante per la non comune vivacità. Di motivi essenziali questa raccolta ne presenta due. Motivi essenziali, ma costantemente compenetrati e compenetranti tra loro, che si alternano di continuo e, quindi, per questo, non facilmente distinguibili l’uno dall’altro: la problematica inerente il rapporto genitore-figlio e la spinta erotico-passionale. Dunque, il genitore e il figlio. Tra l’attrazione e la repulsione nei confronti del proibito, con tutto ciò che ne consegue: in primis, un’ironia che, per quanto impertinente, non indispone mai chi legge, ma lo prepara, semmai, a una realtà che si risolve in tragicommedia, anche per mezzo del continuo tornare di riferimenti ai totem favolosi dell’infanzia, come la bambola di pezza, il ragazzo di vetro e il ragazzo di fuoco, l’uomo invisibile, e al repertorio – altrettanto totemico – di un bestiario anomalo perché innervato su di uno sfondo urbano, e dovuto non a una concreta esperienza zoologica, ma all’insistenza di una figuratività archetipica. Per quanto concerne, invece, la spinta erotico-passionale, è bene dire che non vi è la presenza di un sentimento, ma di una passio, per quello che in sé significa il termine latino (sacrificio, sofferenza). Non a caso, la femminilità della Maffia è incline anche al tono elegiaco di un’ironia che assume quasi sempre un carattere malinconico e meditativo. Nella raccolta, bene inteso, vi è anche un registro tradizionalmente lirico, ma la musica franta e varia di questa giovane poetessa riecheggia, con una maniera quasi cifrata, l’andamento cadenzato e distico dell’elegia latina, dando voce alla dialettica lacerante tra l’animus e l’anima, quasi a indicare una corcordia discors, un’interazione degli opposti tra il duro e il morbido, tra il vigoroso e il delicato, perché la fenmminilità della Maffia non è mai conquistata una volta per tutte, ma sempre in conflitto con l’opposto da sé. E qui potrebbe forse scorgersi un debito nei confronti dell’attività teatrale più novecentesca e, in modo particolare, nei confronti di quel teatro del corpo che in Grotowski e Barba ha trovato negli ultimi decenni l’espressione più complessa e problematica. Tornando al rapporto genitore-figlio, non si possono ignorare i numerosi riferimenti a personaggi e/o a eventi biblici, che riconducono facilmente i lettori a istanze edipiche sublimate in virtù di uno psichico monoteismo di fondo: la coppia Adamo ed Eva in apertura, Sansone e i filistei, il cactus di Dio, i figli di Babele, Erode. E, in simile direzione, lo stesso albero che si vorrebbe sradicare è chiara proiezione di quello della conoscenza. Senza considerare, quasi in apertura della raccolta, il riferimento a Chagall, che della tradizione ebraica si è alimentato durante tutto l’arco della propria esistenza creativa – aspetto che certo non poteva sfuggire alla Maffia, oltre che poetessa, valente pittrice. Proviene indubbiamente dall’humus dello stile paterno il debito nei confronti degli stilemi della poesia spagnola e di quella di Lorca, in modo particolare. Ma Serena sembra debitrice anche dell’identità linguistica dell’ultimo Maffia – Al macero dell’invisibile e Il corpo della parola –, come si evince dalla voluta disaffezione per un canone che si sovverte di continuo, proprio perché lo si conosce a fondo, per cui il distacco dal patrimonio letterario è dimostrazione di una sapienza tecnico-formale capace di oltrepassare se stessa dall’interno della tradizione, e mai fuori di essa. Se per il poeta il confronto con i modelli precedenti è sempre ineludibile, qui ci si trova di fronte a una poetessa costretta a confrontarsi con un modello unico e doppio, poeta tra i più autorevoli della propria età, ma anche padre per dimensione biologica e per dimensione artistica. Per ritrovare le tematiche e le forme su cui s’innerva la raccolta è sufficiente leggere con attenzione componimenti come Bambola di pezza, Il cactus assomiglia a Dio e Sansone bacia i filistei o, ancora, Sulla strada perpetua, Ape frettolosa e Latte e miele sul mio volto. È in questi testi, dove il genitore e l’eros, la passione e il figlio s’intrecciano e si motivano tra loro, che la tecnica – heideggerianamente intesa – diviene poesia e, quindi, svelamento della verità.

 Francesco Lioce


 Elisabetta CORAINI in "Sradicherei l'albero intero" di Serena MAFFIA   Regia di Fabrizio PORTALUPI

 

  Presentano il libro Lidia GARGIULO, Francesco LIOCE, Plinio PERILLI, Alberto TONI

 

 9 novembre 2007    ore 17,30    Aleph, Vicolo del Bologna 72, (dietro Piazza Trilussa) Trastevere, Roma

 

  <<Mi stimola piacevoli emozioni visive e non solo, mi trascina in un mondo magico e insieme intimo e reale.… sono i versi di una giovane donna con una personalità, una forza d’animo, una saggezza fuori dal comune, e con un immenso bisogno di dare e di ricevere amore>>.    Elisabetta Coraini


 


 Serena Maffìa sulla SETTIMANA DI CALABRIA

 Intervista a cura di Monica Murano

 

 <<Mi sento una foglia>> Serena Maffia

"Settimana di Calabria" 20-26 luglio 2007


 Comune di Trabia

 Premio Giuseppe Sunseri Poesia Italiana Edita   

 a Serena Maffìa per "Sradicherei l'albero intero"

 

 


Serena Maffia, Sradicherei l’albero intero di Martina Ippolito

La poesia di Serena Maffia è fresca, naturale, disinvolta,  passeggia nel mondo degli affetti, nel rapporto amoroso e non si fa paralizzare dalla speculazione filosofica, dalla sintassi manierata o dal discorso concettoso di molta poesia; scevra d’ogni nota pedantesca e cattedratica, non giudica, ma sgorga d’immagini sorgive, vitale e brillante.

Ho trovato illuminante la scelta, da parte sua, di citare in un verso di questo libro la pittura di Chagall, cui credo la sua poesia si avvicini molto, in sinestetiche corrispondenze di tinte dolcissime, ferine e bambine insieme.

Ma se dovessi provare ad associare questo libro in particolare ad una suggestione che gli corrisponda per intero e che insieme lo riassuma, penserei ad un’immagine molto più energica, quella del dipinto di Frida Khalo L’abbraccio amorevole dell’universo. Più che recuperare la semantica originaria di questa tela, vale in questo caso visitarla in readymade e illustrare i collegamenti possibili con la silloge Sradicherei l’albero intero...

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COMUNICATO

  UNLA UCSA PRESENTA la nuova edizione Azimut di

  Sradicherei l'albero intero di Serena Maffìa

  con la prefazione di Maria Luisa Spaziani

  COORDINA Lina Sergi dell'Università di Castel San'Angelo   PRESENTANO Luca Benassi, Daniel Cundari, Martina Peloso, Elena Ribet

  8 marzo ore 18,00 Libreria Alice, Piazza della Chiesa Nuova 22, Roma


  Serena Maffìa su CAFFè MICHELANGIOLO

 Sradicherei l'albero intero

 di Maria Grazia Maramotti

 

 

 

CAFFè MICHELANGIOLO Gennaio-Aprile 2007


COMUNICATO

  8 febbraio 2007   ore 19,30

  Barà book, Via dei Piceni, San Lorenzo, Roma

  Sradicherei l'albero intero di Serena Maffìa, Lepisma Edizioni

  COORDINA Adriana Merola

   PRESENTANO Sandro Di Segni e Guido Farneti editore Azimut

 


febbraio_2007_Noidonne

  Il mondo capovolto
"solo bucando la realtà, entrando cioè dentro le cose nel loro rapporto con l’umano attraverso l’occhio profondo e il cuore aperto del poeta, ci si può avvicinare al mistero dell’esistenza e del divino"
  Luca Benassi

  Serena Maffìa A leggere le notizie biografiche di Serena Maffìa sembra di trovarsi di fronte ad una enfant prodige: nata nel 1979 è pittrice, giornalista, direttore responsabile della rivista di poesia Polimnia; ha pubblicato “Ma che bella Compagnia” (Maria Pacini Fazzi, 2002), “Lezioni di Fotografia” (Lepisma, 2003), “La casa di gesso” (Croce, 2004), “Il ragazzo di vetro” (Maria Pacini Fazzi, 2005), “Il giardino del mago” (Lepisma, 2005) e “Sradicherei l’albero intero” (Lepisma 2006). A soli ventisei anni è Premio della Cultura Italiana del Consiglio dei Ministri. Eppure a guardare questa giovane artista negli occhi colpisce la semplicità e il riserbo, ormai così rari in un ambiente culturale e artistico che ha ceduto alle lusinghe dell’immagine, all’arroganza del voler apparire ad ogni costo. Serena Maffìa, così restia a parlare di sé e a farsi pubblicità, affronta l’arte con il pudore di chi si accosta a un oggetto prezioso per la cui cura ci vuole un silenzioso e lungo tirocinio. Non c’è alcun dubbio che tale approccio paziente le abbia assicurato una scrittura personale, uno stile che si avvia veloce ad una maturità poetica in grado di colpire e fare scuola.
Serena Maffìa imposta la sua poesia in forma dialogica, adottando una lingua piana e colloquiale; non scende mai nel minimalismo ma ripulisce il linguaggio rendendolo solare, cristallino, bello in quanto semplice e poeticamente efficace. Esso si stende sulla pagina in testi che paiono brevi pièces teatrali e nei quali la poetessa dialoga con gli altri personaggi, con il lettore, con gli oggetti del quotidiano e con la natura che si animano in una dimensione che ricorda la fiaba. Nella prefazione a “Sradicherei l’albero intero” Vera Franci Riggio scrive: “Nella scrittura di questa autrice il motivo delle fiabe è centrale, determinante e chiarificatore nel suo valore simbolico. La fiaba è un modo per teatralizzare la vita e, oggettivandola in un modo fantastico, meglio capirne le dinamiche segrete e spesso crudeli. Ecco allora nelle sue pagine affacciarsi ripetutamente, anche se non esplicitamente: maghi, fate, streghe e sirene; ma soprattutto Alice […].” Il mondo di Serena Maffìa è un mondo capovolto come quello di Alice dentro lo specchio: solo bucando la realtà, entrando cioè dentro le cose nel loro rapporto con l’umano attraverso l’occhio profondo e il cuore aperto del poeta, ci si può avvicinare al mistero dell’esistenza e del divino. Ecco perché la poetessa, trovandosi al posto dell’Eva biblica, non si accontenterebbe di mordere la mela ma vorrebbe sradicare e mangiarsi l’albero intero, capire cioè da dove viene la linfa della vita e dove arrivano le radici misteriose dell’amore e del dolore, “avara delle radici di Adamo/ complice il mio respiro”. Serena Maffìa impasta la scrittura oltre che con il teatro anche con la pittura: ne vengono fuori delle immagini colorate, azzurre e rosse, dai toni fiabeschi come la pittura di Chagall o dall’atmosfera rarefatta e immobile come certi quadri di De Chirico. In esse le parole assumono il valore di pennellate, la poetessa lavora sulle sillabe, sui suoni delle singole lettere per ampliare lo spettro del cromatismo. Ne viene fuori un gesto preciso, netto, dove il cielo è “una battaglia di spatolate blu” e dove il sole, il mare e il vento giocano a rincorrersi dentro la parola poetica.


marzo_2007_Sinestesie

  Il ragazzo di vetro

  Monia Gaita

  Serena Maffìa È una poesia d’amore quella di Serena Maffia che ne “Il ragazzo di vetro” (Maria Pacini Fazzi editore) grida a pieni polmoni la voglia di vivere, va schettinando su piste fosforescenti di leggero prendendo d’infilata funambolesche curve al giallo cubanite di sospeso. I corpi diventano “feti nel loro caldo liquido amniotico”, il cuscino “di lavanda”, l’abbraccio “precario”, “la spuma si fa tarantella”, “l’odore del mare sale sul viso”. E davvero i versi scansano i colpi della noia oltrepassando solleciti, l’ascesso infistolito e soverchio dell’ ars lamenti o della scontentezza sdipanata “abunde” che, per inguaribile vizio, scopre le gambe alla retorica più entropica. Che la pianezza, in un setaccio fitto d’emozioni, non ingolfi i suoi motori di portanza espressiva o postura contenutistica, lo si può facilmente vedere nella lirica “Semplicemente ti pensavo”: “E il tuo pensiero mi ha raggiunta/ è passato tra il buio ed il silenzio/ all’improvviso/ come un trillo/ come il bianco del mare./ Poi subito giorno”. Qui il sentimento, in una proliferazione cellulare di volume, piove ininterrottamente terso, spogliato della polisarcìa di certi barocchismi lessicali come pure della necessità di pluristratificati, meticolosi acquattamenti, piramidali cime d’ambiguo, oscillazioni, resistenze. S’inalberano le insegne della spontaneità concisa e di un discorso diretto che mette le catene ai polsi alla penuria di coraggio, ai messaggi amputati. Il disincanto, librato a mezz’aria, quasi a caratteri minuscoli ma sempre percepibile, s’innesta nella matura consapevolezza che tutto segue il proprio meccanico, inevitabile decorso. La paura mitiga la sua forza quando i granuli pollinici della materia piantano tende di sereno sui minuti, spalancano finestre di sorrisi alla speranza, innervano i muscoli del braccio al desiderio. L’ironia, in fibre poliureiche d’animato, sparge calore sulle pagine, con disinvolta aria primaverile: “La mia mano è fiorita,/ ho gettato i petali/ sulla mentuccia/ che rideva: rideva di me!”. Il corpo sembra aspettare al varco qualcuno da amare agitando i convergenti ventagli d’ una sensualità piena e verginale insieme, vettrice di qualcosa che resta, un endocarpo d’oro tra le mani, il vessillo d’una carezza da vertigine, la zolla di zucchero d’ un bacio, dopo che l’attimo, esaurito, affonda nella mischia, morbida di marmotta, del passato. E’ anche poesia di ricordi quella di Serena Maffìa: “E chiudo gli occhi/ ritorno bambina/ quando mamma mi teneva per mano/ anche tra i fiori/ s’asciugava dalla fronte la rugiada ed/ io monella mi perdevo quatta quatta/ fra gli steli delle margherite./ Ed il sole di Calabria mi coceva le guance…” che, tuttavia, considerando anche la giovane età dell’autrice, non hanno la veste plumbea-insoddisfatta del rimpianto o la plissettatura, più amara di pasticca, delle rinunce soffertamene subite. Il già trascorso, piuttosto, s’immerge favoloso nel “pigia pigia” d’entusiasmo irrefrenabile dei giorni, pesca e ripesca coralli familiari di bellezza nei secondi, traccia, rassicurante, la perpendicolare al piano degli affetti. Il rapporto col “ragazzo di vetro” corre impalpabile lungo un perimetro esteso d’incerto, a sciami di precario perforato, sbucciando pere doliformi d’irreale: potrebbe anche non esserci l’Altro dagli “occhi traboccanti d’azzurro”, “i riccioli intraprendenti” che “si attorcigliavano alle dita nodose sporche di blu”. Forse l’intento è solo quello di centrare la punta del compasso sulla natura impervia della storia fra uomo e donna, sempre incline a vuotare la ceneriera mobile delle reciproche promesse o del donarsi totalitario e duraturo. E la saggezza capitanante il libro pare conosca a fondo su quale terreno cedevole cammini colui che pensa di conseguire la felicità completa attraverso un legame a due inabilitato a rodere le catene di una tensione indipendentista elementare quanto insopprimibile. Le parole, dalla falcata sciolta, attingono alla cannella del dislimato e del comune senza andare a canestro di banalità o di immagini solidamente viete. È una poesia che apre i cancelli alla speranza, sguscia le uova al buonumore, produce smagliature nelle calze all’indugiare.

 



  Serena Maffìa DOVE 2006


Serena Mafia, Sradicherei l’albero intero, Roma, Lepisma Edizioni, 2006, pp. 96, euro 9,00

Elisa Caprarella

Nei tuoi occhi c’è la solitudine e l’arsura del Meridione. Sul tuo volto la conoscenza del dolore. Nella tua immagine, catturata per sempre dallo scatto di una fotografia, c’è la forza e la determinazione sanguigna delle coriacee donne del Sud che assorbono, vivendolo, ogni istante carico di millenni sulla propria pelle per mai dimenticarlo.

Questo è mia cara Serena, poetessa posseduta dallo spirito dell’Arte, quello che la tua foto nella quarta di copertina della tua bella e originale raccolta poetica Sradicherei l’albero intero, mi ha spinto a scriverti ancor prima di leggerti. Da quella foto emerge infatti intera e svelata la fucina della tua vulcanica creatività. Come novella Eva hai fame di conoscenza, ma il tuo è un percorso ab origine. Non solo il tuo infrangere il divieto biblico, e con esso ogni regola e convenzione, significa andare oltre il mondo conosciuto di là dalle Colonne d’Ercole, attraverso il mare, elemento ricorrente e determinante nella tua poesia; ma anche andare oltre quello sconosciuto “di retro al sol” che è il mondo dell’aria, dell’invisibile, della spiritualità, quello a cui ti elevi quando fuggi da un mondo che non condividi. Così l’incipit negativo della prima poesia, assume una valenza mistica, catartica e diviene allo stesso tempo audace atto di sfida più con te stessa che con Dio, la cui esistenza non è mai negata. La negazione è semmai tutta umana nel rifiuto di un mondo troppo piccolo, troppo diverso dai tuoi orizzonti che si aprono all’Infinito. Ne deriva un senso di soffocamento, di chiusura che reprime il tuo essere. Diventi così Ariel, lo shakespeariano spirito dell’aria che col canto governa gli elementi e dirige il fato, accarezzando le vite degli uomini. Sì la tua silloge è come un romance shakespeariano e tu sei di volta in volta pianta, pesce, donna d’aria, calore di sole, luce ed ombra, latte e miele, zucchero e sale, “un carro di spine che avanza sulla strada perpetua”. Così i temi che affronti, la conoscenza, la libertà, la morte, la vita, l’amore, l’alienazione tecnologica, la gioia, il dolore e il sogno, diventano visioni blakiane di mondi immaginari, paradossalmente più concreti di quello reale dal quale fuggi. La tua fuga dal mondo è una fuga dal tempo, necessaria per fuggire da quella parte di te che è nella “zona d’ombra”. Così le tue poesie variano dall’ironicamente pungente aforisma wildiano, alla filastrocca, alla fabula, all’idillio, regalandoci un compendio poetico assolutamente originale. La versificazione basata sul  particolare, sull’importanza del dettaglio, rende il quotidiano, i suoi oggetti e i suoi gesti un qualcosa di raro e irripetibile. I toni e i moduli espressivi sono permeati da una consapevolezza ironica che rievoca oltre al già citato Wilde, la poesia dei Crepuscolari, e in particolare quella di Gozzano, anche per un processo di demitizzazione della funzione poetica. I moduli stilistici infatti, apparentemente colloquiali e prosastici, sono in realtà raffinati e frutto di una elaborazione lenta e meditata che non puo’ non suscitare una certa empatia. Nella tua poesia avviene ciò che Montale dichiarò in riferimento alla poesia di Gozzano, fai “scintille facendo cozzare l’aulico col prosaico”. Inoltre la tua poesia assume anche, in qualche modo, un tono futurista per l’uso della sintassi, la libertà delle parole e per quella “Immaginazione senza fili” per cui, nell’assoluta libertà delle immagini le parole sono slegate, senza fili conduttori sintattici, che ne fa derivare un senso di simultaneità in virtù del quale esiste allo stesso tempo un concetto temporale che abbraccia ogni tempo.


Serena Maffìa, Sradicherei l’albero intero, Lepisma Edizioni, Roma 2006, euro 9,00

 Fremente, frizzante, struggente, aderente, graffiante   di visiva, implosiva sensualità ho ri-trovato e ri-conosciuto il poetico  ‘stilb’ di quella polimorfica sorpresa nell’ultima silloge dell’artista, intitolata “Sradicare l’albero”: la sorpresa ossimorica, panpsichicamente fiorita e sfogliata come una margherita nella frizzante, gorgogliante  e dissonante blasfema sacertà della sua plettrica, ironica,  distonica, frettolosa, bramosa  “aura di spine”, eppure ariosa, gioiosa, profumata e trepida di lattemiele ancora “tiepido, candido”, “che  va giù per la gola ingorda”  nell’acre “imbarazzo del risveglio” scandito, invecchiato, sfrangiato, sporcato, scucito, fra “spiccioli di sole” infranti e doloranti  nella corteccia del cuore “storpia di speranza”;  la sorpresa scoperta nello  scoprirsi dentro il montare di un’ansia che più cresce più vomita sorrisi per allertare ed allenare al mestiere di “fare l’attore…vivendo”,   imparando quindi ad attendere per piangere, a piangere per  respirare, a  respirare per  abbracciare,  ad abbracciare per giocare ,  ed a giocare per  ascoltare ascoltandosi, accettando il gioco dell’ accettare per accettarsi  ed  inventarsi come “…se esistessero e basta..” -fedeli complici di felicità- la luce, l’aria, il vento, il mare  (mele arance, farfalle, silenzi, fuochi,  nuvole, baci, gatti, bambole, balene, “casse e tamburi”, “timpani e corde” affastellate oltre ogni giudizio e pregiudizio, all’orizzonte  d’una natìa, lontanante Calabria, dove un’ arguta, saggia  “nonna” monella che ha imparato -ed insegna- a giocare, punge di solare, affettiva, incisiva nostalgia). Ed altro non è che una invenzione/inondazione d’amore quella che, “gonfia di salsedine”, percuote e   scuote  -impaurito,  soffocato, violentato  nell’ insonne  obesità del  cuscino-  il sogno d’una  vita confezionata, come da repertorio  bella, giusta, buona; una vita “di plastica” da guardare “oltre la tenda” senza  congiungersi carnalmente con l’offertorio del suo  affollato “carro di spine”; una vita aggrovigliata  come “un’edera stanca”, rosicchiata, morsicata, ingoiata mollica dopo mollica, incendiata,  bruciata e spenta mozzicone dopo mozzicone; una vita dunque da risuscitare e da godere  “in carezze di zucchero caldo”, imprevedibile, suscettibile, impertinente e irriverente, allegra, sfacciata, sbavata come “il naso di ciliegie a dicembre” e il rossetto troppo rosso sull’avidità delle labbra; una vita  disancorata, disarcionata, sradicata -appunto- proprio come un albero, fuori dalle contenitive/punitive sbarre di ogni singola, imprescindibile, invisibile prigione;  una vita liberata, di vetro trasparente, che fremente ed effervescente, entrando dalle finestre dei sensi spalancati,  ci guarda e  ci spinge, ci  eccita e  ride, “traballa, balla/balla”, facendoci ridere e ballare e traballare giocando a palla con lei, da disincantati, esperti attori fiduciosi e fedeli all’incantesimo  di quel gioco, scoperto perché agito, con-vissuto, inter-penetrato sempre oltre il muro di ogni fermentata, vieta interpretazione: saliente, irrinunciabile, impositivo gioco, dove infine la corteccia del cuore, pungida “figlia degli aghi di pino”, ancora può e vuole (‘pessoanamente’ sapendo ciò che sente)  infingersi la dolcezza, la bellezza, la giustizia, l’onestà, la verità e la felicità dell’umana favola che,  mutandosi come l’acqua in vino, si lascia andare intatta alla piena della vita, sgorgando “in rivoli di gioia” in un boccio di promesse  mantenute perché sperimentate, spremute e coalescenti con l’albicante freschezza/tenerezza  d’una  rugiada, sempre pronta a delibare l’avvento di un altro  mattino.

Anna Maria Guidi


COMUNICATO

 

  L'UNIONE LETTORI ITALIANI  PRESENTA

  Sradicherei l'albero intero di Serena Maffìa

  INTRODUCE   Lea Canducci

  Martedì 19 dicembre 2006 ore 17,30   .   LIBRERIA BIBLI   Via dei Fienaroli, 28   Roma

 


Serena Maffìa e il mare

                  foto di Alessio Lo Conte

Serena Maffìa 

VOGLIA DI MARE

 Il mare avanza

 lentamente

 sbatte

 batte

 sbatte batte il tamburo.

 Sollevo i piedi ancora asciutti

 e m’allontano.

 La voglia resta.


   Premio Dionysiakos-Antonio Cinque


 

 

 Serena Maffìa, La chiesa

 Da Il ragazzo di vetro, Lucca 2005

 


COMUNICATO

                                         L'UNIVERSITà DI TOR VERGATA  PRESENTA

      il teatro di Serena Maffìa

      INTRODUCE   l’On. Carlo Antonio Fayer

      INTERVENGONO   l'attore Pino Censi, il regista Alessio Di Francesco, la poetessa Martina Peloso

      RECITAL a cura di Ivan Bertolami

      CON Tommaso Arnaldi, Sara Arrizza, Ivan Bertolami, Valentina Coletta, Manuela Costa, Paolo Gatti, Andrea Maiorella, Rez, Matteo Transtevere, Valeria Zazzaretta

                                         Lunedì 26 giugno 2006   ore 17,30   Facoltà di Lettere, Università TOR VERGATA, via Columbia 1, Roma


COMUNICATO

 

  MARIA PACINI FAZZI EDITORE  PRESENTA

  Il ragazzo di vetro  di  Serena Maffìa

  PRESENTANO  Walter Mauro e Luciano Luisi

  Sabato 18 marzo 2006 ore 18,00   .   ALEPH   Vicolo del Bologna, 72 (Trastevere) Roma

 



  Serena Maffìa DOVE 2005


   COMUNICATO

 

   A una giovane il PREMIO DELLA CULTURA 2005 del Cosiglio dei Ministri

   Serena Maffìa premiata dal Consiglio dei Ministri per i suo impegno culturale

 


Dal libro di Stefania Lubrani Morfina ultima dea di Serena Maffia CON Francesco De Rienzo, Lucia Fiordelmondo, Giulia Ghigi, Simone Guerro   MUSICA Nicola Paccagnani


luglio_2005_Deltanews

La Mandragola di Serena Maffìa. Il ready made dell’estate.

Quando si tenta di dinamicizzarle al tempo attuale, al mondo conformato all’oggi, le opere teatrali del passato remoto sono generalmente riadattate dai registi di oggi in un “ready made” che tiene conto piuttosto della “modernità” del canovaccio, non di una reale “modernizzazione” di esso. Il riadattamento prende luogo da un proposito di riciclo del messaggio di cui l’opera originale è portatrice, ed il risultato, nell’applicazione delle riflessioni e dei giudizi di essa alla contingenza della società che viviamo, è quasi sempre una mera “traduzione” dei costumi e\o dei dialoghi al nostro tempo, un “aggiornamento” che non innova davvero, ma che si presta solo alla priorità di rendere i nuclei concettuali fondamentali già tutti contenuti nell’opera di partenza più accettabili e vicini al pubblico, ovvero più cogenti.   Il corto teatrale realizzato domenica 10 luglio in una delle “Notti Animate” alle Terrazze di Castel Sant’Angelo dalla Compagnia teatrale Khimera (che si ripeterà i prossimi giovedì 14 e sabato 16 nello stesso luogo) ha dimostrato da parte dei giovani attori tutt’altra attitudine: nel portare in scena La Mandragola di machiavellica invenzione, la regia e l’entourage degli attanti hanno voluto compiere uno slittamento, una nuova verifica, impercettibile ma fondamentale e rivoluzionaria, dell’ordine di priorità dei sensi costitutivi dell’opera così com’era stata pensata dal suo autore alcuni secoli fa. Nell’esaltazione intelligente, di mirata chirurgia, di alcuni luoghi della commedia di Machiavelli piuttosto che di altri, dotata di un consapevole libero arbitrio nel riscrivere l’ordine dei contenuti concettuali del testo, la rivisitazione di Serena Maffìa della Mandragola riesce davvero a far prendere aria al telo ordito dall’intellettuale antico che, steso al sole, rivela le possibilità migliori per un pubblico non più del Rinascimento. Il delicato “assestamento semantico” della Mandragola ad opera della Chimera si compie attraverso un’operazione originalissima: la scaltra regia di Serena Maffia, nella riduzione della commedia, ha scucito le prolissità ed ha scelto di dialogare le parti raccontate solo in discorsi indiretti da Machiavelli; da questa invenzione, che equivale ad un “rovesciamento” del tessuto originario dell’opera e che di essa mostra i nodi e gli intrecci, le cuciture nascoste, nasce una vis comica nuova ed insospettata, uno spirito burlesco e disimpegnato, comunque lucido e acuto, ma non pungente come l’umorismo beffardo e di sottile perfidia del Machiavelli, che intendeva servirsi della commedia per difendersi e screditare i suoi detrattori, e che quindi ricercò un riso sarcastico retroattivo quale espediente per indurre a il pubblico a pensare ad inetiche ingiustizie (quelle subite da lui).   Nei passi eclissati dall’intellettuale rinascimentale e riabilitati e rappresentati dalla nuova regia si scopre con meraviglia una liberatoria ed istintiva oscenità carnascialesca (esplicativa la scelta di mostrare il diniego di monna Lucrezia ad urinare davanti al marito per scoprire le ragioni della sua infertilità), spirito che il testo originale possedeva latente. Nei panni di costumi di scena che non indicano un’epoca, che anonimizzano volutamente il contesto cronologico di appartenenza (gli abiti indossati dai personaggi informano che  il fatto raccontato nella Mandragola, per quanto li riguarda, avrebbe potuto svolgersi in qualsiasi tempo), i giovani grintosi attori si sono applicati da consumati professionisti alle nuove coloriture della commedia con scanzonata e briosa agilità.  I teatranti della Khimera, adottando un comportamento raro e fortunato nel panorama artistico attuale, hanno saputo esprimere in questa piece il proprio temperamento e non tacere la loro intelligente e preziosa voce, dimostrandosi capaci di un coraggio che altri, imbavagliandosi al cospetto dell’auctoritas della classica versione in uno sterile atteggiamento di riverente sottomissione secondo il quale “ubi maior, minor cessat”, certamente non osano.

Martina Peloso



 

 

La casa di gesso di Serena Maffìa

 

INTRODUCE il Presidente del Consiglio Comunale di Roma Giuseppe Mannino

PRESENTANO il regista Carmelo Nicotra, lo storico del teatro Giorgio Taffon, l'editore Fabio Croce, la poetessa Stefania Lubrani

 

CON Rosario Altavilla, Domenico De Santi, Maria Iodice, Ivana Lotito, Matteo Trantevere, Mauro Vento

CANTA Cristina Venturi

MUSICA Riccardo Galimi

 

Lunedì 11 Aprile 2005   ore 18,00

Libreria Ready Bookstore, Via Cavour 225, Roma

 



Serena Maffìa

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